La presbiopia è un processo fisiologico che interessa ogni individuo di èta superiore a 40-42 anni. Gli ausili ottici per compensare la presbiopia sono: occhiali con lenti monofocali, occhiali con lenti progressive, occhiali con lenti vicino-intermedio ( o da computer, o da ufficio). Tralasciando la descrizione della compensazione tramite occhiali monofocali, che sarebbe banale, parliamo della compensazione della presbiopia che può o non può essere associata ad altre ametropie (miopia, astigmatismo, ipermetropia) tramite lenti progressive e tramite le lenti da vicino-intermedio. Tutte le lenti progressive rappresentano un compromesso tra visione per lontano, visione intermedia e visione da vicino, dunque, come tutti i compromessi, hanno delle prerogative che devono essere conosciute prima dall’Ottico Optometrista e poi anche dal portatore, in modo da sapere a cosa si va incontro con tale compensazione. Le conoscenza delle differenti geometrie costruttive della numerose tipologie di lenti progressive prodotte dalle più importanti aziende di ottica oftalmica, ci porta a consigliare a ciascun portatore la soluzione più adatta alle svariate esigenze visive. Anche nel caso di lenti da vicino-intermedio, la conoscenza delle differenti tipologie di lenti è imprescindibile per un corretto utilizzo da parte del portatore.

Lenti progressive di nuova generazione: sottili, leggere e facili da portare stanno già rivoluzionando la vista degli ultraquarantenni italiani. 

Non riuscire più a vedere nitidamente a tutte le distanze. E’ questo il sintomo prevalente della presbiopia, associata anche ad altri difetti, che insorge mediamente a partire dai 40 anni d’età fino a progredire irreversibilmente col passare del tempo. Semplici azioni di routine come leggere il giornale e guardare la TV, o consultare il menù al ristorante e contemporaneamente relazionarsi con l’ambiente circostante diventano impossibili da affrontare se non ricorrendo a due paia di occhiali da alternare a seconda delle circostanze, non senza un certo fastidio ed imbarazzo soprattutto se ci si trova con altre persone. Con il passare del tempo il cristallino si irrigidisce progressivamente, perdendo la propria capacità accomodativa, non è più in grado, cioè, di mettere a fuoco immagini poste su piani diversi. In questo modo riuscire a focalizzare automaticamente oggetti vicini, a media distanza e lontani diventa sempre più difficile se non impossibile. Da una ricerca svolta da CRA per il Consorzio Comunicazione Vista emerge che ben il 44 per cento degli italiani al di sopra dei 40 anni è affetto da presbiopia e di questi il 10 per cento soffre anche di altri difetti visivi. Ma ancora troppe poche persone sono a conoscenza delle soluzioni ottiche all’avanguardia disponibili sul mercato in grado di risolvere definitivamente il problema. E anche quando ne sono a conoscenza i pregiudizi e i “sentito dire” pesano sulla scelta di non cercare ulteriori notizie magari presso gli ottici specializzati. La scarsa e cattiva informazione spinge molte persone a rassegnarsi alla presbiopia come ad un inevitabile segno di declino fisico, accettando, seppur controvoglia, i fastidi causati dai continui cambi d’occhiale anche in contesti sociali. La ricerca di CRA denota, inoltre, come spesso i presbiti tendano ad eludere il problema, a far finta che sia un fatto provvisorio, per questo, ad esempio, si limitano ad acquistare gli occhialini premontati per la lettura in farmacia o al supermercato, invece di ricorrere al consiglio di un esperto qualificato. Le false credenze sulle lenti progressive raccontano che necessitino di un lunghissimo e difficoltoso periodo di adattamento e che costringano il portatore ad assumere posizioni innaturali e scomode. In realtà i dati parlano chiaro: l’86 per cento dei portatori di lenti progressive in Italia dichiara di essere pienamente soddisfatto della propria scelta, di non avere segnalazioni negative da fare e di essersi adattato completamente appena dopo pochi giorni di utilizzo. Tra i principali vantaggi dell’uso delle lenti progressive emerge, oltre alla comodità di avere un unico paio di occhiali per tutte le distanze, la sicurezza psicologica di poter dominare l’ambiente circostante in tutte le sue dimensioni: sia in prossimità che in lontananza. Al contrario il non portatore presbite vive continuamente uno stato di apprensione per il timore di non avere a portata di mano lo strumento adatto per affrontare situazioni improvvise che si svolgono al di fuori del campo visivo in cui sta agendo. Oltre a ciò va sottolineato che l’innovazione nel campo della ricerca ottica ha permesso di sviluppare lenti progressive sempre più sottili e leggere, in grado di adattarsi pressoché a qualsiasi tipo di montatura, che ben si differenziano dalle sorpassate lenti bifocali contraddistinte dalla antiestetica lunetta: inequivocabile segno di vecchiaia. In questo modo le nuove lenti progressive conferiscono a chi le indossa un’immagine più discreta ed elegante, mascherando perfettamente la presbiopia. Le nuove, rivoluzionarie applicazioni dell’ottica adattativa, impiegate dalle lenti progressive, vengono utilizzate persino dagli ipertecnologici telescopi dei migliori osservatori astronomici del mondo. Infatti, gli studi sui fronti d’onda hanno permesso di compensare le anomalie ottiche causate dalle turbolenze atmosferiche, determinando, così, la visione di immagini ad alta risoluzione. Grazie alle stesse ricerche, le lenti progressive di ultima generazione, consentono una capacità visiva ad altissima precisione a tutte le distanze. E’ per tale motivo che in questo ambito, tendiamo a consigliare la soluzione più sofisticata, più evoluta. La qualità della vostra visione dipende strettamente dal tipo di ausilio visivo che portate, la qualità della vostra vita dipende molto dal tipo di visione che possedete.

Oggi le lenti progressive possono essere considerate un risultato all’avanguardia dal punto di vista tecnologico ed estetico che, offrendo una visione nitida a tutte le distanze, permette di vivere la presbiopia con serenità e naturalezza. Indipendentemente dalle esigenze visive individuali e dalla scelta del tipo di montatura, oggi si possono costruire lenti progressive, che tengono conto anche della forma dell’occhiale e del modo in cui si posiziona sul viso di chi lo porta. Nel caso di attività lavorative specifiche, che richiedono una visione puntuale e prolungata a distanze vicino-intermedio (da 35 cm fino a circa 2 metri), sono inoltre disponibili lenti per “vicino-intermedio”. In pratica, l’occhiale su cui vengono approntate tali lenti diventa un vero e proprio equipaggiamento che, per l’immediata facilità di adattamento, può sostituire il tradizionale occhiale da vicino, offrendo al tempo stesso una visione nitida anche a distanze superiori a quelle della lettura. Tali lenti si definiscono anche “da ufficio” “work”, “business”, ecc. proprio perchè adatte ad utilizzo da “scrivania”, garantiscono dunque visione nitida a distanza da lettura (35-40 cm.) e a distanza da monitor o anche fino a 2-3 metri. Per questo tipo di utilizzo, dunque, rispetto alle lenti progressive a porto abituale, tali lenti hanno il vantaggio di garantire un maggiore campo di visione nitida nell’intermedio e nel vicino dovuto alle minori aberrazioni periferiche, una postura più idonea all’utilizzo in scrivania, un più facile adattamento nel caso di primo equipaggiamento. Le ultime tendenze nel campo della presbiopia stanno portando alla scelta di un multi-equipaggiamento da parte dell’utilizzatore: occhiale progressivo a porto abituale, occhiale da lavoro, occhiale monofocale da lettura, occhiale da guida. Le esigenze visive di alta qualità richieste da parte del presbite, fanno capo alle situazioni visive più disparate, dunque, contrariamente a quanto si faceva prima con due occhiali, uno da lontano e uno da vicino, adesso, la tecnologia ci offre la possibilità di averne anche 3 o 4, proprio per le aumentate richieste di visione nitida e confortevole in tutte le possibili esperienze visive quotidiane.

Una lente polarizzata è un elemento ottico applicata sui comuni occhiali da sole che oltre alla proprietà di concentrare o divergere i raggi di luce ed attenuare le radiazioni UV-A e UV-B, tramite un filtro polarizzante, blocca la radiazione elettromagnetica a seconda dalla sua polarizzazione lasciando passare solo i raggi provenienti da fonti dirette, bloccando i riflessi fastidiosi. Normalmente è realizzata in vetro o materiali plastici all’interno dei quali viene amalgamato un filtro, grazie al brevetto che venne registrato nel 1929 (Brevetto 1918848) e sviluppato successivamente nel 1932 da Edwin H. Land. Tali lenti sono a struttura verticale in grado di assorbire i raggi luminosi orizzontali responsabili dell’abbagliamento e del fastidioso riflesso lasciando passare solo i raggi verticali utili. Infatti in condizione di luce intensa, l’occhio umano non può scindere le due componenti proprie delle onde elettromagnetiche di cui la luce stessa è formata e le assorbe entrambe distorcendo la reale percezione dei colori, del loro contrasto nonché della saturazione del bianco. Le lenti polarizzate migliorano notevolmente la capacità in situazione di luce intensa:
  • migliorano la percezione del contrasto
  • migliorano la visione nitida anche in lontananza
  • non modificano i colori naturali
  • diminuiscono l’affaticamento della vista
  • proteggono gli occhi al 100% contro i raggi UV
Il trattamento antiriflesso viene realizzato su di una lente al fine di ridurre le immagini disturbanti che si formano per riflessione dalle sue superfici. Le immagini possono essere generate da radiazioni provenienti da sorgenti posizionate o dietro o d’avanti la lente. Il trattamento antiriflesso, anche se multistrato, non può eliminare completamente tutte le lunghezze d’onda riflesse dalla lente ed è per questo motivo che le lenti trattate presentano comunque una colorazione residua. Poiché l’intensità delle immagini riflesse (riflettanza) aumenta all’aumentare dell’indice di rifrazione del materiale della lente il trattamento antiriflesso diventa importante al fine di ottenere:
  • aumento della brillanza;
  • miglior definizione dell’immagine per aumentato contrasto;
  • attenuazione delle immagini fantasma riflesse;
  • maggior continuità del livello di prestazione in quanto l’attività percettiva è meno disturbata dalle immagini fantasma;
  • riduzione degli inestetismi legati alle riflessioni generate dalla superficie anteriore della lente.
Un trattamento antiriflesso è sempre da consigliare ed in particolare nei seguenti casi:
  • in lenti di medio e alto potere poiché vengono ridotti gli anelli concentrici dovuti alle riflessioni periferiche;
  • per la guida notturna in quanto l’utilizzatore risulta meno disturbato da fanali, lampioni e insegne luminose;
  • nelle anisometropie (differenze di potere di rifrazione dei due occhi n.d.r.) in quanto si attenua il diverso aspetto esteriore tra le due lenti;
    per portatori di lenti con elevati poteri prismatici;
  • per operatori di videoterminali;
  • per motivi estetici, poiché la lente risulta più brillante e trasparente.
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